Carlo Truppi è nato ad Airola (BN) il 19/9/1948.

Dopo aver conseguito la maturità scientifica, nel gennaio del 1976, si laurea in architettura, con una tesi sul Collegamento con pedonalizzazione meccanizzata tra il porto turistico e la stazione di Mergellina nella città di Napoli.
L’argomento della tesi di laurea costituisce il primo approccio ad esiti e strategie progettuali e ad ambiti di ricerca in seguito sviluppati.
Nello stesso anno supera l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di architetto.

L’interesse è particolarmente rivolto alla comprensione della fenomenologia costruttiva, non riferita solo agli aspetti tecnici, ma collegata ai significati da voler trasmettere, alle esigenze da trasformare in forme, individuando specifiche aree di approfondimento. Finalizza gli studi e le ricerche a definire un corretto iter progettuale, secondo le fasi specifiche e individuando il loro coordinamento, nonché gli strumenti necessari per una corretta realizzazione.

Tale impostazione gli fornisce un quadro di riferimento costante per le problematiche affrontate. La necessità di puntualizzare e razionalizzare il rapporto tra tecnologia e progetto lo ha indotto ad interessarsi per strumentazioni tecniche e procedurali atte a regolamentare i nessi fra la fase analitica e le decisioni progettuali, fino alla definizione formale, come logica conclusione degli assetti organizzativi e strategici, naturale esito del costruire. Porta, per questo, al centro dei suoi interessi le valenze di carattere architettonico come verifica della reciprocità fra supporti teorici, strategie e procedure esecutive. In tal senso ricerca i modi in cui le connessioni tra ideazione e tecniche esecutive si traducono in architettura, fino a delineare uno sfondo in cui l’evoluzione del linguaggio chiarisce il senso delle innovazioni tecniche e le loro potenzialità.

1976 - 1977

Collabora prima alle attività del corso di Composizione V tenuto dal prof Giulio De Luca e poi alle attività del corso di Illuminazione e Acustica nell’edilizia, tenuto dal prof Michele Cennamo, presso la Facoltà di Architettura di Napoli. Si occupa dell’illuminazione naturale e dei suoi riflessi nella elaborazione del progetto e nella realizzazione dell’architettura.

Applica sistemi di analisi solare ad alcuni ambiti della città e matura l’idea di una tecnologia attenta alle peculiarità del contesto, cioè, poco costosa, non inquinante, compatibile, indipendente dalle grandi fonti di energia e dalle risorse non rinnovabili, appropriata alla realtà locale ed ambientale. Ciò mira, preliminarmente, a ritrovare il fondamento degli equilibri preesistenti e ad individuare un retroterra culturale di riferimento. Recupera, perciò, indicazioni critiche e metodologiche per un rapporto con la natura basato su un corretto uso delle sue risorse. Ritrova, consequenzialmente, nessi fra i processi costruttivi e le risorse locali (forze lavorative e imprenditoriali, reti distributive, fonti energetiche, materiali, ecc.).

In questa direzione, approfondisce questioni a confine con la biologia, il bioclima, le risorse naturali, secondo una integrazione dialettica del momento conoscitivo e quello della prassi, in contrapposizione al prevalere dei modelli che hanno caratterizzato un’analisi prevalentemente formale dell’architettura e maturando l’opportunità e la necessità di una visione interdisciplinare.

1976 - 1978

Recupera elementi storico-critici tesi ad approfondire l’analisi solare e volti alla rivalutazione di settori disciplinari emarginati dall’area del progetto. La crisi energetica prodottasi mette in discussione il modello di sviluppo dei paesi industrializzati fondato quasi esclusivamente su scelte ad alto potenziale tecnologico, che spesso determinano squilibri economici e innescano processi di degrado. Ne deduce l’urgenza di individuare un sistema di controllo che blocchi l’arbitraria manomissione dell’ambiente urbano e naturale e recuperi, al contrario, logiche e materiali appropriati alle peculiarità contestuali.

In questa ottica il controllo bioclimatico dell’ambiente è proposto come mezzo idoneo ed efficace di analisi e di supporto progettuale. Approfondisce il ‘solare’ come categoria conoscitiva al pari di parametri più diffusi e talvolta abusati – quali quello spaziale, funzionale – burocraticamente valutativi – tra i quali purtroppo il solare non rientra – , indispensabili – tecnico, economico, estetico.

Recupera annotazioni storico-critiche e elio-urbanistiche utili alla comprensione dei meccanismi di fondazione, di crescita e trasformazione dell’architettura. Individua, nel corretto utilizzo della luce naturale, il fattore che determina scelte linguistiche e spaziali.

Partecipa alla ricerca CNR (CTB n. CT 77.01782.07), Il risparmio energetico in architettura.

Presenta una relazione finale in cui individua sistemi di analisi e controllo in grado di prefigurare metodologie e logiche per una corretta integrazione ambientale.

1978 - 1979

Elabora alcuni ‘sistemi passivi’ per un rapporto ‘appropriato’ col costruire, riproponendo la questione energetica come fattore di progetto. Partecipa alla ricerca CNR (CTB n. 78.02503.07), Catalogazione critica delle tipologie residenziali agricole della Campania. Presenta la relazione Tipologie residenziali a basso consumo energetico.

Desume indicazioni relative ai modi di costruire ricorrenti in un contesto ambientale caratterizzato da risorse non eccessive.

Pubblica, con Michele Cennamo e altri, Elioarchitettura, Istituto di TdA, Facoltà di Architettura, Napoli, 1979, risultato della ricerca CNR Il risparmio energetico in architettura. Predispone un Vocabolario essenziale per un approccio interdisciplinare all’elioarchitettura. L’obiettivo, all’interno dell’articolazione complessiva della ricerca, è quello di fissare, propedeuticamente attraverso un quadro terminologico, i contributi delle diverse discipline alla definizione e all’applicazione dell’analisi solare.

Pubblica “Uso tecnologico della luce naturale come evoluzione del linguaggio architettonico”, in Costruire, n. 114,1979.

Approfondisce la problematica relativa alla fruizione della luce naturale nel rapporto con l’architettura. Fissa alcune tappe paradigmatiche dell’evoluzione del linguaggio architettonico in rapporto al problema individuato e propone un nucleo di architetture in cui le aperture non sono disposte in base a motivazioni puramente formali, bensì scaturiscono da esigenze interne, sono aderenti alla funzione e alla quantità di aria e di luce che le esigenze funzionali richiedono.

Il lavoro pone l’accento su episodi significativi della produzione architettonica che hanno caratterizzato il linguaggio in rapporto all’uso della luce naturale.

1979 - 1980

Partecipa alla ricerca Tecnologie alternative e conformazione dello spazio costruito, unità di spazio e processi di costruzione per componenti. Presenta una relazione finale sull’Impiego dei materiali in relazione ai sistemi costruttivi.

Pubblica Tecnologie bioclimatiche per il controllo dell’habitat. Quattro metodi di analisi solare, Edizione della Libreria, Napoli,

1980

Propone cinque sistemi di analisi solare come modello metodologicoapplicativo per la verifica della fruizione ottimale della luce naturale. Lo studio mira a formalizzare criteri e valutazioni che possano fornire contributi al progetto in relazione al solare. I metodi riportati, infatti, forniscono modalità per la fruizione e la verifica della luce solare, per esiti estetici congruenti all’ottimizzazione energetica.

Partecipa al concorso internazionale First european passive solar competition 1980, occasione per sperimentare e verificare le acquisizioni delle ricerche svolte. Il lavoro presentato viene selezionato e riportato nella pubblicazione fatta dall’ente.

1980 - 1981

Partecipa alla ricerca Identificazione e avviamento di iniziative produttive da localizzare in Calabria, affidata dallo IASM (Istituto per l’ Assistenza allo Sviluppo del Mezzogiorno) all’Istituto di Tecnologia della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Reggio Calabria.

1981 - 1982

Svolge una ricerca sulla flessibilità. Raccoglie e seleziona un corpus di scritti sul problema della prefabbricazione e scheda alcuni sistemi costruttivi, con l’obiettivo di individuare un metodo per affrontare problemi, operare le scelte e proporre le soluzioni. Il lavoro mira ad individuare processi di costruzione volti all’aggiornamento delle tecniche. L’industrializzazione, oltre a offrire sistemi costruttivi per architetture flessibili, maggiormente congruenti con le più aggiornate esigenze dell’utenza, costituisce un supporto problematico cui riferire le decisioni tecniche.

L’esperienza gli fa maturare la necessità di recuperare dalla produzione edilizia metodologie e strumenti per ottenere modificabilità e flessibilità. Partecipa al concorso II sole e l’habitat, indetto dal Ministero dell’industria e dall’Istituto Nazionale di Architettura. Propone il progetto di una unità scolastica nel tessuto urbano con un involucro derivato dallo studio di sistemi solari passivi.La matrice spaziale si articola sull’aggregazione di moduli triangolari costituiti da componenti elementari montati a piè d’opera, il cui assemblaggio consente una gamma flessibile di configurazioni geometriche e spaziali e dà luogo a facciate che favoriscono una captazione ottimale dei raggi solari (Lavoro riportato in, AAVV., 162 Progetti, Edizioni Kappa).

1982 - 1983

Approfondisce le relazioni fra morfologia del componente edilizio e componibilità architettonica, con lo scopo di individuare criteri e strumenti in grado di perseguire le qualità prestazionali dell’architettura. Elabora schede tecniche relative all’Uso tecnologico della luce naturale nel tessuto abitativo del centro storico e della periferia di Napoli nell’ambito della ricerca CNR (CTB n. 802378.07) “Sistemi di riabilitazione del tessuto abitativo del centro storico e della periferia del Comune di Napoli”, diretta dal prof. Roberto Mango.

Le schede mirano a registrare le condizioni di soleggiamento e di captazione della luce solare, l’analisi viene svolta in alcuni ambiti della città. 1983/’84

Pubblica Dall’apertura senza vetri all’infisso-tacciata, Fiorentino, Napoli, 1984.

Attraverso l’approfondimento del tema ‘evoluzione della facciata’, tende al superamento di una tecnologia limitata alla tecnica, come razionalizzazione e aggiornamento delle regole del costruire, che ha fatto coincidere il processo conoscitivo solo con la sistematizzazione manualistica a fini esclusivamente operativi. Se le conoscenze e i mezzi sono stati tradizionalmente impiegati per dare una qualità all’esito della costruzione, apportando contributi al linguaggio e alla figurazione, tale visione mira a non perseguire contributi parziali ma incidere sull’operazione globale che sta alla base del processo architettonico.

Riporta alla tecnologia metodi per porre in relazione gli esiti formali con i problemi tecnico-costruttivi. In tal senso l’esperienza condotta s’incentra sulle relazioni tra i modi di costruire e i processi d’innovazione.

Rintraccia nel curtain-wall – attraverso alcuni esempi – un archetipo del nostro tempo e un fattore paradigmatico dell’innovazione. Pubblica Tecnologie innovative e/o adattive d’intervento (in MicheleCennamo, “La città obliqua”. Fiorentino, Napoli 1984). Il contributo è il risultato di ricerche condotte sulla mobilità urbana e di sperimentazioni didattiche elaborate in seminari tenuti, sullo stesso argomento, all’interno del corso di Tecnologia dell’architettura II.

Lo studio propone un collegamento tra ambiti urbani situati a quote diverse, attraverso un sistema di micro-percorsi pedonali meccanizzati.

1984

Vince il concorso ad 1 posto di ricercatore universitario – un posto con 69 partecipanti – per il raggruppamento disciplinare n. 139- Tecnologia dell’architettura, presso la Facoltà di Architettura di Napoli e afferisce al Dipartimento di Progettazione urbana.

1984 - 1985

Svolge una ricerca su La leggerezza in architettura. Approfondisce l’elaborazione di logiche aggregative di componenti leggeri e di facile modalità di impiego come strategia proposta dalle tecniche per incentivare la flessibilità, la modificabilità e l’innovazione. Definisce un apparato metodologico per guidare gli allievi nella formulazione e nella selezione di proposte in grado di favorire dinamiche innovative e di garantire una maggiore resa prestazionale.

All’interno dell’apparato industriale, esplora la possibilità di integrazione con altre discipline. Ne emerge una posizione in cui l’industrializzazione, come tecnica costruttiva propria del nostro tempo, oltre a garantire i requisiti prestazionali, favorisce la libertà compositiva data dalla varietà di assemblaggio degli elementi e l’elaborazione di configurazioni inesplorate. Diventano, così, integrabili parametri concettuali tradizionalmente ritenuti inconciliabili: rigore e fantasia, ordine e libertà, apparato industriale e consapevolezza espressiva.

1985 - 1986

Partecipa alla ricerca MPI 60% 1985 “Percorsi pedonali commerciali: analisi ambientale e tecnologica”, redigendo la catalogazione “Sistemi di trasporto urbano, micro-attrezzature per la pedonalizzazione assistita”.

Partecipa al concorso di architettura “Percorso pedonale meccanizzato e terminal”, bandito dal Comune di Fermo, in cui sperimenta l’applicazione dei sistemi di pedonalizzazione oggetto della precedente ricerca.

1986 - 1987

Svolge la ricerca MPI 60% 1987 “La flessibilità della forma”. Definisce un ‘modello’ per la realizzazione di un’architettura costituita da componenti prodotti industrialmente e con una intrinseca disponibilità a modificarsi e ad evolversi. Allo stesso tempo, all’interno dell’apparato industriale recupera concetti e modi di abitare che da sempre costituiscono aspetti rilevanti dell’evoluzione dell’architettura

Muove dalla individuazione di un referente riconosciuto in architetture che integrano industrializzazione e significati simbolici.

Attraverso poi una selezione di componenti, considerati secondo l’aspetto morfologico e quello aggregazionale, perviene ad un organismo edilizio modificabile, in virtù della diversificazione degli elementi costruttivi. Di ogni elemento fa una schedatura, ritenuta uno strumento indispensabile per la registrazione e l’omogeneizzazione delle informazioni relative alle caratteristiche tecniche e prestazionali. Oltre a fornire le caratteristiche morfologiche e aggregazionali, degli elementi riporta due modalità di analisi:

a) uno, generale, relativo ai requisiti caratterizzanti il sistema complessivo, scandito per sub-sistemi e singoli elementi;

b) l’altro relativo alle caratteristiche tecniche alle modificabilità, per una verifica delle conformazioni possibili, alternative connesse alla configurazione e all’esito formale, con diversificazioni di montaggio che lo spingono a rapportarsi al cinema.

La ricerca non si conclude con una raccolta di schede tecniche, costituenti il catalogo dei componenti selezionati e messi a sistema per la realizzazione. Per non ridurre la logica di progetto a un deterministico gioco che investa esclusivamente le possibilità di montaggio, svuotando il progetto dei significati – che si possono esprimere con la tecnica ma non possono essere riportati solo al campo specifico, il ‘modello’ assunto si riferisce ad un sistema di valori, evitando così il rischio che il costruire sia concepito come azzeramento culturale e rifiuto dell’eredità dell’architettura, riconosciuta nella ricchezza di forme e di pratiche possedute. II che lo spinge ad articolare il progetto secondo procedure che non solo garantiscano una razionale selezione degli elementi costruttivi, l’efficienza funzionale, l’approfondimento realizzativo fino al dettaglio, ma porre all’attenzione il perseguimento di una qualità complessiva, l’opportunità dell’integrazione, la compatibilità con l’identità del luogo. Un obiettivo che mette in evidenza in un convegno (di seguito indicato), approfittando della presenza di Riccardo Dalisi e Franco Purini.

Al convegno Immagine Musicalità Luogo tiene una relazione sul rapporto “Mezzi di produzione e produzione di significato”. Riporta gli elementi della costruzione alle singole parti che la compongono, alla nozione di frammento. Alla compattezza della configurazione riporta il riscontro di un equilibrio tra intenzionalità espressiva e rigore scientifico – mezzi di produzione, forme costruite, tramiti di significazione. L’armonia che ne emerge è data dalla interagenza degli elementi, dalla loro chiara leggibilità, della necessaria integrazione per l’efficienza costruttiva e l’auspicabile integrazione nel ‘paesaggio’ che l’accoglie.

All’interno dei due poli, l’astrazione – che consente di passare dalla pura razionalità alla conversione realizzativa – e l’empatia – che tende a svalutare la ripetibilità, fa riferimento a una operatività che non si ponga come negazione dell’una o dell’altra, ma sia capace di ricomporne la dualità.

Partecipa al convegno La qualità architettonica, dello spazio costruito e tiene una relazione sul tema Tecnologia dell’architettura e contesto. Mette in evidenza il passaggio dalla aliquota funzionale alla accezione di ‘luogo’.

Sostiene che la tecnica non può essere intesa solo come strumento di attuazione, ma piuttosto come approfondimento di esperienze nel rapporto di mutua influenza tra l’uomo e i suoi spazi edificati, perché la coscienza recepisce la realtà ambientale, che si dovrebbe riflettere nelle costruzioni per l’organizzazione delle strutture che caratterizzano la realtà.

Parte da una revisione del concetto di ‘funzione’, approfondisce la nozione di ‘luogo’, perché le sue caratteristiche costruttive ne costituiscono il valore fondativo, propone che il progetto ne rappresenti l’eredità, aggiornata e valorizzata.

Il luogo è fortemente caratterizzato dal ‘costruire’, che lo definisce in senso tettonico. Il suo carattere dipende dal ‘come’, dalle motivazione e dalla realizzazione tecnica: il concetto di luogo è, perciò, strettamente legato all’arte del costruire. Perviene alla conclusione che la tecnologia dell’architettura necessita non soltanto delle norme della prassi (tecniche esecutive, consapevolezza delle innovazione, uso sapiente dei materiali, ecc.), ma della consapevolezza della sostanza del progetto.

1987 - 1988

Pubblica “Per una opzione. Nuclei problematici”, in Michele Cennamo, Innovazione tecnologica e movimento moderno esperienze didattiche, Fiorentino, Napoli, 1988.

Sistematizza indicazioni metodologiche – riprese dal maestro assunto in questo campo, prof. Michele Cennamo -, secondo alcuni nuclei problematici: l’uso dei materiali, l’analisi dei sistemi costruttivi, il processo di scomposizione degli elementi, l’approfondimento di particolari costruttivi, l’uso della luce. L’attenzione è rivolta alle caratteristiche peculiari della tecnica, dall’ideazione all’esecuzione, per la comprensione dei valori del costruire.

1988

Supera il giudizio di conferma dopo il primo triennio di servizio e accede al ruolo di ricercatore confermato. La commissione esprime il seguente giudizio: «II lavoro di ricerca presentato per il triennio 1985/’88 si occupa prevalentemente delle connessioni tra progetto e tecnologia dell’architettura, portando un valido contributo alla lorointegrazione. Una parte di tale ricerca si è incentrata, nel periodo più recente, sull’industrializzazione edilizia, mettendo in luce, con chiarezza e abbondanza di documentazione, i riflessi che l’innovazione tecnologica esercita sulla morfologia dei componenti».

1988 - 1989

In prosecuzione degli studi di ricerca precedentemente svolti, approfondisce le connessioni tra processi costruttivi e progetto, l’integrazione delle competenze professionali, quanto richiesto dall’evoluzione per l’estensione problematica e migliorativa del progetto.

Matura l’idea che la tecnica non sia soltanto un inevitabile supporto della forma in quanto verifica di fattibilità delle soluzioni ideate, quanto essenza, essa stessa, di contenuti e scelte progettuali.

Perviene ad un’idea di progetto articolato ‘pezzo per pezzo’ all’interno di geometrie strutturali la cui correlazione è spesso affidata ad un nodo. Ogni problema è ricondotto a un puntuale approfondimento; la dimensione intellettuale ritrova la sua fondatezza nel fatto che il senso della forma non ha valore in sé, ma è strettamente legata al ‘come’, agli strumenti acquisiti per attuarla.

Conduce la ricerca MPI 60% 1989 Industrializzazione edilizia e ricostruzione a Napoli. Cataloga i sistemi adottati per la ricostruzione nei comparti costituiti dal Commissariato Straordinario di Governo Regionale. La ricostruzione, avviata in seguito al sisma dell’80, è assunta come occasione per registrare le innovazioni costruttive locali, avviando una riflessione sulle varie fasi del processo edilizio.

Il lavoro si articola per sezioni di elaborazione distinte in tre fasi:

a) definizione progettuale;

b) precisazione tecnologica,

c) realizzazione.

Tali fasi sono relative all’intervento, al sistema e all’organizzazione del cantiere. Individua nell’industrializzazione per componenti e sub-sistemi i margini di convergenza con l’organizzazione imprenditoriale, con i programmi di intervento, con la normativa tecnica, con la flessibilità tipologica e costruttiva.

Dei sistemi impiegati vengono analizzati il coordinamento modulare, le modalità aggregazionali e le configurazioni ottenute, al fine di esplorare le congruità fra tecnologie, esigenze abitative, esiti formali.

Nel precisare la convergenza fra caratteristiche morfologiche, tecnologiche e fattori funzionali, verifica che la qualità non attiene solo all’individuazione delle prestazioni fisico-tecniche, alla coordinazione modulare, al vaglio delle caratteristiche dimensionali e aggregazionali, ma alla possibilità di definire livelli di resa globale a montaggio avvenuto.

Un obiettivo da esplorare investe altro: se gli interventi e le peculiarità contestuali trovano possibilità di convergenza, ci si deve interrogare sulle esigenze del contesto e sulla proprietà delle forme.

Partecipa alla ricerca MPI 60% “Quartiere di Montecalvario: metodologie e proposte di recupero” con un contributo su Recupero: impiantistica e prevenzione antincendio (cfr. S. Bisogni, Napoli: Montecalvario questione aperta. Teorie, analisi e progetti, Clean, Napoli 1994).

Partecipa al seminario “Le Corbusier e la città consolidata” con una relazione su Un frammento di città ideale fra umanesimo e tecnologia (cfr. V. Leggieri, a cura di, Alla ricerca di Le Corbusier, Cuen, Napoli, 1989).

Il ‘caso’ de La Màison de l’Homme è assunto per mettere in evidenza che la tecnologia può essere adottata per costruzioni con caratteristiche non soltanto costruttivamente appropriate, ma culturalmente ed esteticamente espressive. L’industrializzazione, oltre che strumento di standardizzazione e normalizzazione, offre la possibilità di verifica dell’equazione abitazione-macchina. La costruzione coincide col montaggio, è modificabile rispetto a nuove esigenze, riproducibile, potenzialmente estensibile.

Rintraccia nella pittura italiana del ‘500 una concezione dello spazio in cui ritrova i prodromi dell’elaborazione di un volume alveolare abitabile. Riconduce l’apporto tecnologico alla concezione di un’architettura per parti ripetibili, con una loro autonomia formale e con una capacità di convertire l’invenzione in esecuzione, a completamento della stessa esperienza intellettuale, come attuazione dell’intero processo del costruire.

1989 - 1990

Lavora alla stesura del testo Tra costruzione e progetto. Classico e moderno come scenario del costruire, accolto nella collana ‘Ricerche di tecnologia dell’architettura’ della Angeli, (pubblicato poi nel 1991; recensito da Eduardo Alamaro: Tra costruzione e progetto, Il Mattino, 27/12/’01).

Il lavoro muove da un’articolazione citazionale e da una prioritaria riflessione sulla tecnica, sulla tecnologia e sul progetto. Esplora modalità di sintesi fra tecnica e linguaggio, proponendo come movente dei processi di evoluzione la concezione sistemica dell’architettura.

Introduce l’assiologia come correlazione del classico e del moderno, attraverso il pensiero e l’opera di alcuni architetti assunti come modelli esemplari. Conclude formulando uno scenario in cui ricompone l’antico e il nuovo, per una configurazione del reale aderente alla modernità nella misura in cui è consapevole del suo retaggio storico. L’innovazione è ricondotta alla grande tradizione dell’architettura, facendo della tecnica la strumentazione di soluzioniuniversalmente valide, con un’indagine sull’unità ideologica dell’azione progettuale.

Per superare l’aliquota nostalgica, che persiste al volgersi verso il passato, ed evitare il rischio di una ‘tecnologia senza architettura’ – l’eterno dissidio tra il rimpianto e l’esperimento -, dispone alcuni progettisti sulla scacchiera della storia: sul versante ‘melanconia’ e sul versante ‘novatio’. Perviene a un modo moderno di esprimere una visione classica: la mutevolezza e la fantasia di un rigoroso sperimentalismo come integrazione della sostanza umanistica, come reciprocità tra ricerca scientifica e valori dell’esistenza. Il che costituisce una dialettica appropriazione del moderno in quanto istanza culturale e morale, perché la sua formazione presuppone il concetto di antico come sfondo cui riferire la contemporaneità.

La tecnica si apre a nuove forme di operatività, che sollecitano un uso più complesso dei mezzi di produzione: ritrova l’antica complementarità fra il vero e il bello, la techne e la poiesis, accede all’individuazione di valori su cui fondare la ricerca e l’agire.

Partecipa alla ricerca MPI 60% 1989 “Architettura industriale: innovazione tecnologica e immagine” con un contributo su Mezzi di produzione – Produzione di significato – Linguaggio.

Mette in rilievo l’incidenza delle innovazioni tecnologiche sull’evoluzione del linguaggio.

Svolge la ricerca CNR 1989 “Günter Behnisch. Opere e progetti”. Compie un viaggio di studi in Germania per visitare e analizzare le opere di Günter Behnisch. Concorda con lo stesso architetto un programma di lavoro per approfondire lo studio dei singoli progetti. Oltre all’approfondimento diretto, vedendo ogni opera sul posto, esamina il rapporto progetto-costruzione attraverso l’analisi del materiale di archivio ed il diretto confronto con il progettista.

Conduce la ricerca CNR Industria e innovazione tecnologica. Rinnovamento del progetto e del linguaggio come scenario della nuova architettura.

Parte da significativi edifici realizzati con avanzati elementi industriali per approfondire il rapporto tecnologia-progetto, in relazione alle tecnologie impiegate, all’esito figurativo, alla flessibilità spaziale. Desume auspicabili procedure attraverso l’etologia dei progettisti per i ‘casi di studio’ individuati: ne studia e ne registra – mediante incontri e approfondimenti – gli orientamenti, il tipo di attività e di formazione, il grado di aggiornamento, il tipo di organizzazione professionale.

Partecipa alla IV Conferenza nazionale dell’area tecnologica Contenuti, prospettive disciplinari e nuovi ordinamenti universitari. Nella I Sessione presenta la relazione Orientamento dell’area tecnologica rispetto al nuovo ordinamento delle Facoltà di Architettura. Nella II sessione fornisce un contributo sull’Assetto degli studi delle Facoltà di Architettura.

Precisa il ruolo delle discipline tecnologiche nella formazione, con particolare riferimento alle implicazioni progettuali, al fine di non scindere l’ideazione dalla costruzione costruttivi.

1990 - 1991

II Consiglio di Facoltà, ad unanimità, gli affida il corso di Tecnologia dell’architettura. Assunta la tecnologia dell’architettura come interazione fra il progettare – quale espressione di una società in un dato tempo – e il costruire – come concretizzazione di intenzioni e significati -, si propone di analizzare:

a) il patrimonio della tecnologia come complesso concettuale volto al costruire,

b) l’incidenza della tecnologia nell’elaborazione progettuale,

c) il ruolo della tecnologia nel processo della realizzazione.

Il che vuole porre in evidenza l’aspetto costitutivo delle tecniche nel “continuo processo di sintesi progettuale fra istanze dell’esprimere e condizioni materiali del fare”.

L’obiettivo è:

“chiarire il rapporto che in architettura intercorre fra il progetto e le tecniche esecutive, al fine di fornire gli strumenti metodologici per operare le scelte più idonee in rapporto alla pluralità delle tecnologie attualmente disponibili”;

Inquadrare l’articolazione del progetto secondo procedure che garantiscano la razionale selezione e il corretto impiego degli elementi, la completezza fino ai dettagli, la verifica delle condizioni idonee per l’ottimizzazione dei risultati, l’individuazione di strategie per il perseguimento della qualità complessiva, integrando specifiche competenze costruttive. Mette in evidenza, in via preliminare, la reciprocità fra tecnica-tecnologia-progetto e fra costruzione-spazio-forma come concetti chiave per le caratteristiche degli edifici.

Metodologicamente vengono riprese esperienze di protagonisti dell’architettura contemporanea, assunti come modelli esemplari per l’operatività progettuale.

A seguito della ricerca svolta, per l’architetto Günter Behnisch – in cui riscontra un’evidente correlazione tra tecnologia e linguaggio architettonico – organizza a Napoli una mostra – la prima in Italia.

La mostra è presentata dallo stesso Behnisch (cfr. Notiziario ‘Tecnologia e Ambiente’, Dipartimento di Progettazione urbana, Napoli, n 1, 1990), col quale ha un dialogo, per approfondire le sue tematiche ideative e progettuali – già oggetto di precedenti incontri, avuti nella fase di ricerca, svolta andando nei luoghi in cui erano stati realizzati i progetti.

1991

Supera il concorso di professore associato – raggruppamento disciplinare H09A – Tecnologia dell’Architettura.

“Presenta varie pubblicazioni, in parte in collaborazione. In esse si riscontra la maturazione di alcuni filoni di interesse, tra i quali si possono segnalare: la ricerca di tipo bioclimatico, sviluppata in varie direzioni (tecnologie bioclimatiche per il controllo dell’habitat, problemi di risparmio energetico, fondamenti bioclimatici per l’architettura); gli studi sull’innovazione tecnologica e sul rapporto col progetto, anche questi condotti su vari temi (tecnologieinnovative e adattative di intervento, industria e progetto, industria e innovazione tecnologica); lo studio delle tecnologie edilizie industrializzate e delle problematiche teoriche connesse. Si ricorda tra le pubblicazioni il suo testo individuale Dall’apertura senza vetri all’infisso-facciata, Napoli, 1984.

Il lavoro di ricerca del Candidato è in genere connesso alla lunga esperienza didattica e gli scambi tra l’una e l’altra risultano continui e intensi. Il Candidato è certamente attento alla realtà culturale odierna e mostra di ricevere da essa stimoli positivi.

Il livello di aggiornamento è buono. Il lavoro di ricerca è caratterizzato da una certa vivacità di interessi, che vengono in qualche modo maturati e articolati nella riflessione scientifica. Il Candidato ha sviluppato interessi e ricerche che ben si collocano nell’area disciplinare della Tecnologia dell’architettura e in particolare nell’ambito della tecnologia del progetto, con contributi di una certa originalità. II livello generale di maturazione culturale e scientifica è buono. Nella illustrazione dei titoli e nella conseguente discussione, il Candidato ha confermato una buona padronanza dei temi oggetto delle sue indagini, dimostrando apprezzabili capacità critiche.

Gli interessi di ricerca, rivolti soprattutto allo studio del rapporto fra progetto e tecnologia, sono stati presentati in modo scientificamente corretto ed essenziale.

Nella prova didattica, il Candidato ha sviluppato il tema: “Evoluzione del linguaggio architettonico ed innovazione delle tecniche esecutive’ con una trattazione apprezzabile nella struttura e nell’equilibrio tra le parti, con appropriati riferimenti e sufficienti citazioni. Il contenuto, prevalentemente rivolto ad evidenziare la comparazione fra risultati espressivi di tecniche diverse, è apparso nel suo complesso originale, così come le esemplificazioni. Sulla base delle precedenti valutazioni, la Commissione unanime ritiene notevole la consistenza scientifica dei contributi forniti dal Candidato e molto buono il grado di originalità; la rilevanza all’interno del settore deve considerarsi molto buona e l’attitudine all’insegnamento appare notevole”.

1991 - 1992

Pubblica “Il percorso di una poetica. Günter Behnisch”, Notiziario, Dipartimento di Progettazione urbana, Napoli, n.0, apr. 1992.

1992 - 1993

Al fine di porre in evidenza la relazione tra i temi di ricerca e i loro risvolti operativi, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, organizza due Seminari su L’architetto tra tecnologia e progetto, cui partecipano vari docenti dell’area tecnologica (cfr. Rosalba La Creta e Carlo Truppi, a cura di, L’architetto tra tecnologia e progetto, Angeli, Milano, 1994).

1993 - 1994

Pubblica Continuità e mutamento. Il tempo nella innovazione delle tecniche e nella evoluzione dell’architettura, Angeli, Milano, 1994.

Il lavoro tende a dimostrare che, nonostante profonde trasformazioni teoriche e sperimentali, i contenuti tematici dell’architettura cambiano poco e molto lentamente. Individuarne gli antecedenti e i successivi sviluppi è il modo per articolare un discorso che pone in evidenza la permanenza tematica, l’innovazione tecnica e l’evoluzione dell’architettura.

Il tempo come fattore che determina ciò che permane e ciò che muta. Delinea un quadro di riferimento dell’attualità che amplia la sua dimensione temporale. La permanenza è inserita nel flusso continuo e mutevole del divenire e l’architettura è intesa come progressiva riappropriazione e attualizzazione degli archetipi, quali strutture concettuali e costruttive determinanti le forme.

In questa logica, l’analogia diventa strumento di conoscenza e offre l’occasione di approfondire le relazioni esistenti tra le architetture: cercarne il senso equivale a portare alla luce il concatenamento che le unisce. La loro successione pone in relazione di reciproca dipendenza la continuità e il mutamento. La continuità è rivolta sì al passato, ma ancor più è aperta al futuro, nel porsi come compimento momentaneo diventa possibilità di ulteriori trasformazioni.

Tra cultura umanistica, cultura materiale e pensiero scientifico è opportuno sancire una ‘nuova alleanza’: il tempo della memoria, il tempo della storia, il tempo della scienza convergono nel tempo dell’architettura, che li esprime e li riflette coi mezzi che le sono propri.

Pubblica, con Rosalba La Creta, L’architetto tra tecnologia e progetto, Angeli, Milano, 1994.

II lavoro è il risultato del Seminario “L’architetto tra tecnologia e progetto”, svolto in due cicli, tendenti rispettivamente a: registrare le personali esperienze condotte in campo progettuale dai relatori; precisare alcuni nodi problematici legati al progetto di architettura.

L’obiettivo è precisare l’integrazione tra sapere tecnico, organizzazione sociale e bisogni individuali e collettivi, tra mezzi e finalità del costruire.

Alla perdita del rapporto tra cultura materiale e cultura sociale – riconducibile ad un atteggiamento progettuale che tende a separare l’ideazione dalla realizzazione -, si vuole opporre una cultura progettuale capace, da un lato, di coordinare gli specialismi tecnici e, dall’altro, di dare risposta alle esigenze sociali e abitative. II progetto è inteso come garanzia di qualità.

L’evoluzione che si è verificata nelle conoscenze tecniche e scientifiche, l’innovazione della tecnica, la moltiplicazione delle specializzazioni interne al processo costruttivo, formano uno scenario nel quale, per operare correttamente ed efficacemente, l’atto progettuale deve costituirsi come momento di convergenza e di coordinamento delle varie forze e di dialogo tra le diverse competenze coinvolte.

1995 - 1996

Entra a far parte del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, con sede in Napoli.

Organizza un ciclo di ‘incontri’ con i progettisti Tobia Scarpa, Richard Horden, Thomas Spiegelhalter (riportati in A. Capasso, a cura di, Architettura e leggerezza, Maggioli, Rimini, 1999, dove lui interviene con “L’efficacia dell’architettura leggera”).

Lavora alla ricerca MURST 60% Tecnologie di trasferimento in cui approfondisce problematiche della ricerca MURST 40% Metodi e tecniche per il progetto e la produzione del componente edilizio industriale.

1996 - 1997

Lavora alla ricerca MPI 60% Tecnologie di trasferimento.

Partecipa al concorso di progettazione di un Centro polifunzionale a Marciano di Romagna. 

1998 - 1999

Conclude la ricerca MURST 40% Metodi e tecniche per il progetto e la produzione del componente edilizio industriale – sedi: Milano, Venezia, Torino, Napoli – il cui responsabile nazionale è Guido Nardi. Coordina l’unità di Napoli, che si occupa di Strategie per un impiego flessibile di componenti edilizi.

Gli esiti della ricerca sono riportati nel volume Carlo Truppi, a cura di, La città del progetto. Trasferimento di tecnologie e convergenze multidisciplinari, Liguori, Napoli, 1999 (recensito da Carmelo Strano in L’Arca, “Confronto e Interazione. La città del progetto”, 2001, n.164).

Le innovazioni riscontrate in altri ambiti vengono individuate in alcune architetture, assunte al riguardo come paradigmatiche. Sulla scorta delle indicazioni desunte da altri settori del costruire – nautica, aeronautica, trasporto -, viene proposta una revisione del progetto.

La documentazione delle fasi di realizzazione e dei processi decisionali viene fornita direttamente dai progettisti – Arup Associates, Norman Foster, Nicholas Grimshaw, Michael Hopkins, Richard Horden – a seguito di un viaggio di studio in Inghilterra, durante il quale ha un confronto su questi temi con Colin Davies, Martin Pawley.

All’interno delle attività culturali e didattiche del proprio corso e del Dottorato di ricerca in Tecnologia dell’architettura, organizza e coordina presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici due seminari, rispettivamente su L’integrazione delle competenze nella costruzione dell’architettura e su Le strategie esecutive e l’apporto dei costruttori.

Invita ed intervengono: Virginia Gangemi – Coordinatrice del Dottorato -, Gabriele Del Mese – Group leader della Ove Arup -, Nicola Costantino – docente di Economia e organizzazione aziendale presso il Politecnico di Bari -, Marco Visconte – Coordinatore della Fiat engeneering -, Luca Bartolini – Project manager della Permasteelisa.

Il primo seminario mira a chiarire il ruolo delle competenze nel progetto, gli scambi fra le varie discipline coinvolte e l’appropriazione di strategie in uso in settori industriali a tecnologia evoluta, dove i livelli prestazionali e la qualità raggiunta propongono nuovi scenari all’architettura. La gestione di tali competenze si esplica nella connessione tra assetti procedurali e realizzativi. La natura stessa della progettazione, per la complessità dei problemi che implica, rimanda ad una ‘negoziazione tra diverse strategie’, quindi all’ampliamento delle tradizionali competenze.

Il secondo seminario vuole precisare le relazioni tra l’architettura e l’industria, per rendere più efficace il modo di operare. L’ampliamento del mercato e la diversificazione delle strutture produttive richiede l’individuazione di strategie congruenti con la produzione industriale evoluta e un modo di operare in partecipazione sinergica, convergente e simultanea tra le competenze coinvolte.

Con i proff. Urbano Cardarelli, Alberto Ferlenga, Ludovico Fusco, Benedetto Gravagnuolo è nel Comitato Scientifico del Convegno Internazionale L’architetto in Europa, che si conclude con una ‘carta’ elaborata da Kenneth Frampton.

E’ anche responsabile della seconda sessione, ‘Didattica del progetto e ricerca’.

Il lavoro svolto, “Sei moniti per la formazione”, viene riporto in AAVV, La formazione dell’architetto in Europa, Guida, Napoli, 2000.

Dall’1.11.1998 si trasferisce presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Catania con sede in Siracusa.

Il CTO esprime il seguente giudizio: “Da studi e ricerche, che riguardano la comprensione della fenomenologia costruttiva nonché l’individuazione di specifiche aree di approfondimento, si evince la capacità di conseguire il controllo del progetto architettonico fino alla sua definitiva realizzazione. La tecnica, in chiave progettuale, si fa propositiva di una qualità complessiva come ricerca del valore dell’architettura, inscindibile connessione di pensiero e di pratica. La tecnica si allarga così a nuove forme di operatività aperte ad un uso più complesso dei mezzi di produzione. Il CTO, valutato il merito intrinseco dell’attività svolta dal prof. Carlo Truppi, ne riconosce l’impegno culturale e scientifico e la piena aderenza ai contenuti del settore scientifico-disciplinare messo a concorso”.

Tiene il corso di Progettazione ambientale che costituisce l’avvio di interessi già precedentemente arricchiti per il rapporto tra un edificio e tutto ciò che lo circonda, al fine di non prescindere dalle caratteristiche di un luogo, valorizzarne l’identità, aggiornarla: compito e impegno trasmesso dall’ambiente.

Svolge un programma che mira a definire una metodologia che non prescinda dall’analisi, per un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla trasformazione organica del sistema ambientale. In relazione a tale proposito vengono indicati i seguenti obiettivi:

– individuazione, conservazione e tutela delle caratteristiche del costruito;

– ricerca di modalità integrative tra natura e costruito;

– individuazione di processi di trasformazione in grado di apportare miglioramenti alla qualità ambientale ed abitativa;

– precisazione di soluzioni tecnicamente appropriate per l’acquisizione di qualità. Il corso è, inoltre, incentrato sui seguenti argomenti:

– analisi dei caratteri del sistema ambientale, registrazione del patrimonio di tecniche e segni caratterizzanti il luogo;

– i nuclei tematici, i materiali e le tecniche di costruzione come condizione generante le successive trasformazioni;

– l’individuazione di parametri per la valutazione della qualità ambientale.

Pubblica “L’efficacia dell’architettura leggera”, in Aldo Capasso, a cura di, Architettura e leggerezza, Maggioli, Rimini, 1999. Attraverso esempi in cui riconosce un “ideale di leggerezza”, riporta la problematicità di questo valore nel presente, facendone emergere tre aspetti:

– l’incidenza della quota immaginativa;

– il linguaggio, attraverso i significati delle forme;

– la resa formale.

– Pubblica La città del progetto, Liguori, Napoli, 1999.

Il lavoro è incentrato prevalentemente sul costruire – rifacendosi alle fonti, alla documentazione fornita dai progettisti e alla conoscenza acquisita direttamente andando sul posto. Vengono approfonditi i legami con la pratica, con il fare, fino a tracciare nuove prospettive indotte dallo sviluppo tecnico, cercate nella reciprocità tra innovazioni e realizzazioni.

Il lavoro fissa l’attenzione sugli aspetti costruttivi, approfondisce specifiche tematiche, quali il trasferimento di tecnologie, soprattutto nel senso di logiche e strategie di progetto desunte da quanto sperimentato e prodotto ‘altrove’. Uno scenario offerto dall’evoluzione tecnologica.

E’ allegato al libro un CD-ROM – curato dal prof. Luigi Alini -, che contiene modelli tridimensionali, documentazione fotografica, grafici di progetto e ricostruzioni dinamiche delle fasi di montaggio relativamente alle architetture assunte come ‘casi di studio’.

Un supporto didattico essenziale per la comprensione della realizzazione del progetto. Le architetture sono analizzate per sub-sistemi, scomposte secondo problemi costruttivi fino al dettaglio, proponendo una chiave interpretativa del progetto strettamente correlata alla realizzazione. Un modello di lavoro che, ripercorrendo le strategie esecutive, correla figurazione e tecnica.

1999

Risulta idoneo nel concorso per posti di professore ordinario – raggruppamento disciplinare H09A, Tecnologia dell’Architettura – bandito dalla Facoltà di Architettura di Napoli. E’ chiamato a ricoprire questo luogo dalla Facoltà di Architettura di Catania con sede in Siracusa.

Fonda e dirige per la casa editrice Liguori di Napoli, la collana Tecnologia e progetto di architettura. Tale ‘collana’ si pone l’obiettivo di documentare e approfondire, dell’architettura, le tecniche esecutive e le procedure realizzative. Si propone di promuovere indagini e precisazioni circa il rapporto tra tecnologia e progetto, per vedere l’architettura attraverso le connessioni tra la forma e gli strumenti della sua attuazione.

Il Consiglio di Facoltà lo nomina responsabile del Laboratorio di Informatica per il progetto ERASMUS, rapporti internazionali per la mobilità degli studenti.

E’ coordinatore dell’Unità di Siracusa nella ricerca MURST – Cofinanziamento 2003 – Rischio sismico: strategie integrate per la riduzione della vulnerabilità degli insediamenti abitativi, per gli interventi di emergenza e per la ricostruzione dei centri abitati medio-piccoli colpiti da eventi sismici, alla quale partecipano le sedi di Ascoli, Milano, Napoli, Pescara, Roma.

La ricerca individua strategie di progetto ed esecutive da impiegare per a realizzazione di un sistema costruttivo di emergenza. Parte da riferimenti costituiti da micro-architetture, ne sono precisati e registrati i materiali, le tecniche impiegate, il tipo di assemblaggio, il ruolo e l’apporto delle singole competenze. E’ definito un catalogo di soluzioni, dedotte anche da altri settori del costruire. L’evoluzione delle costruzioni leggere e l’impiego di tecnologie trasferite per le innovazioni registrate in altri campi – aeronautico, automobilistico, navale – propongono habitat provvisori – efficaci, facilmente trasportabili, leggeri, di rapida installazione e con appropriate prestazioni. Il lavoro riprende gli esiti delle precedenti ricerche sul trasferimento tecnologico e assume la flessibilità e il trasferimento come obiettivi per la costruzione di ricoveri di emergenza con l’ottimizzazione delle prestazioni.

Realizza e dirige la Scuola Estiva di Alta Formazione su Le tecnologie di intervento per il recupero di Ortigia nata da un’intesa tra la Facoltà di Architettura di Siracusa e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

La Scuola, destinata a studenti e a studiosi, si propone come Osservatorio col compito di attivare ricerche, seminari e convegni sul recupero di Ortigia, invitando studiosi di varie discipline. La questione del recupero è inquadrata in una visione pluridisciplinare con programmazione di attività in tal senso orientate.

All’interno della SEAF organizza il seminario Linee strategiche per il recupero di Ortigia, che dà il via ai cicli attivati annualmente.

In relazione alle ricerche svolte, il prof. Guido Nardi del Politecnico di Milano e il prof. Nanni Guazzo, Preside della Facoltà di Architettura di Ascoli, presentano, presso la Facoltà di Architettura di Ascoli, il suo libro La città del progetto.

A maggio è chiamato nel nuovo ruolo di professore ordinario dal Consiglio di Facoltà della Facoltà di Architettura di Siracusa e assume la titolarità di Cultura tecnologica della progettazione.

Pubblica “Sei moniti per la formazione”, in AAVV, Atti del Convegno (di cui è stato responsabile per la sessione ‘Didattica del progetto e ricerca’) La formazione dell’architetto in Europa, Guida, Napoli, 2000.

Pone alcune questioni su cui propone di incentrare la formazione – il tempo, le connessioni, i modelli, l’immaginazione, la tettonica, le regole -, perseguendo l’organica connessione tra costruzione e figurazione.

Organizza e coordina il secondo seminario della Scuola Estiva di Alta Formazione Tecnologie di intervento per il recupero del quartiere La Graziella.

Fonda e dirige, per la casa editrice Guida di Napoli, la collana Didattica e Progetto.

2001

E’ responsabile della ricerca L’anima dei luoghi, tema sul quale coordina e organizza il seminario tenutosi, all’interno della SEAF, per il quale – oltre a Guido Nardi, col quale aveva approfondito l’ambito tematico per la ripresa degli archetipi – invita e aderiscono i proff. Ugo Cantone, Gabriella Caterina, Salvatore Di Pasquale, Rosalba La Creta, Tonino Paris, Eduardo Vittoria.

L’obiettivo è mettere in evidenza le permanenti caratteristiche dell’architettura, i significati simbolici incorporati dalle forme e il rapporto con le istituzioni per una politica della bellezza.

Realizza un consorzio di Dottorato con la partecipazione della Facoltà di Siracusa al dottorato “Tecnologia e Progetto per la Qualità Ambientale a scala Edilizia Ed urbana” della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Entra, quindi, a far parte del collegio dei docenti di questo dottorato, dove insegna Progetto della Costruzione.

Partecipa al concorso di progettazione “Proposte ed idee per l’arredo e la fruizione di passeggio Talete”, indetto dal Comune di Siracusa, classificandosi al primo posto. Il progetto è riportato in AAVV, Il progetto del limite, nuovi paesaggi urbani. Siracusa: il lungomare Talete.

2002

Organizza seminari su: ‘Dallo schizzo euristico al progetto esecutivo’, col pittore Santolo De Luca; ‘L’integrazione delle competenze nella progettazione tecnologica’ con l’ing.-arch. Gabriele Del Mese; ‘Kit-House. Forme e tecniche della casa industrializzata personalizzabile’ con la prof.ssa Alessandra Zanelli del Politecnico di Milano.

E’ invitato dalla Facoltà di Architettura di Porto a tenere due conferenze sul rapporto tra tecnologia e progetto.

Pubblica “Su un libro, un architetto, un’architettura. L’importanza del margine”, in Gabriele Szanislò, a cura di, L’identità plurale. Caratteri dell’architettura portoghese, per la collana Didattica e Progetto, da lui diretta per l’Editore Guida di Napoli.

Ripercorre l’opera di Siza partendo dal concetto di margine, superando vecchi confini disciplinari ed esplorando la possibilità di portare a compimento un’eredità visiva che include patrimoni concettuali e linguistici diversi, integrandoli ad un territorio disciplinare consolidato. Fa così emergere zone di frontiere che diventano fonti di interconnessione per nuovi assetti progettuali.

2003

Coordina il seminario “Tra mare e città” (cfr.: Carmelo Strano, L’Arca, “L’isola che non c’era”, 2004, n.183, pag.98; Emiliano Fruciano, Gazzetta del Sud, “Piattaforma galleggiante nel porto grande”, 12/04/’03; Emiliano Fruciano, Gazzetta del Sud, “Architetti a confronto sul nuovo sviluppo di Ortigia”, 14/04/’03) tenutosi all’interno della SEAF, dal 7 al 12 aprile 2003 a Siracusa.

Una sezione dello stesso seminario è dedicata a Kengo Kuma. Il suo intervento vuole mettere in evidenza il patrimonio di pratiche e di segni in relazione ai luoghi. ‘La via del mare’ è assunta come strumento di riqualificazione ambientale all’interno di un processo di recupero dei luoghi e di formazione della città .

Partecipa al Seminario Internazionale ‘Ingegneria sismica e restauro’, organizzato a Siracusa dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali.

Organizza la mostra didattica “Sette stanze tra progetto e costruzione”, tenuta a Palazzo Impellizzeri dal 7 aprile al 16 maggio. La mostra, attraverso una selezione dei lavori predisposti dagli allievi – grafici e modelli -, evidenzia la scansione del progetto attraverso i problemi costruttivi assunti come fondamentali – struttura, involucro, partizioni verticali, partizioni orizzontali, coperture, impianti, montaggio -, con l’obiettivo di segnalare la correlazione tra ideazione, costruzione e figurazione.

È invitato alla Biennale di Praga per l’esposizione del progetto Struttura galleggiante itinerante, elaborato con lo Studio Eliante – rappresentato dagli architetti Andrea e Eleonora Di Stefano – per gli spostamenti turistici lungo la costa.

Pubblica “La scuola di Alta formazione a Siracusa”, in G. Caterina, a cura di, Tecnologie di intervento per il recupero di Ortigia, Liguori, Napoli, 2003 (all’interno della collana da lui diretta). Illustra le finalità della SEAF, la sua articolazione e i suoi obiettivi nella relazione col contesto ambientale.

E’ invitato dalla Facoltà di Architettura di Porto per un ciclo di conferenze su Il progetto e la riqualificazione della città storica.

E’ invitato dalla Facoltà di Architettura di Valladolid per una conferenza su Il ruolo della tecnologia nella evoluzione del linguaggio dell’architettura.

E’ responsabile scientifico dell’Unità di Siracusa per la ricerca Il progetto di riqualificazione delle fasce costiere: procedure, metodi e strumenti per uno sviluppo sostenibile, che vede in consorzio, oltre Siracusa, le sedi di Napoli, Pescara e Reggio Calabria.

La ricerca mira alla messa a punto di procedure per la riqualificazione delle aree industriali e per l’integrazione delle relative attività produttive con i contesti di riferimento e le specificità ambientali.

2004

E’ confermato nel ruolo di professore ordinario.

Tiene il corso di Disegno industriale presso la Facoltà di Architettura ‘Valle Giulia’ dell’Università La Sapienza di Roma.

Pubblica con James Hillman per la casa editrice Rizzoli L’anima dei luoghi . Oltre alle riscontrabili recensioni – Cfr: A. Picone, Il Mattino, “America, così innocente e immatura”, 16/10/’01; Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera, “I sogni che la mente non può afferrare”, 03/06/’04; Serena Gaudino, La Repubblica, “Dialogo filosofico sulle città senz’anima”, 17/07/’04; Adele Cambria, L’Unità, “Hillman, gli architetti e il peccato di Babele”, 23/10/’04; Massimo Morello, La Domenica di Repubblica, “Il viaggio impossibile”, 27/11/’04; Anna Maria Panella, Il Quaderno, “Tra le righe, l’anima dei luoghi”, 4/12/04; Leonetta Bentivoglio, La Repubblica, “Edward Hopper. Hillman: Vi spiego le sue finestre”, 28/12/’04; Massimo Morello, L’Espresso, “In lettura, si parte”, 16/03/’05 – Luigi Prestinenza Puglisi in PresS/Tletter, con l’intervista “Diarioquotidiano di architettura”, entra specificamente nel merito del confronto tra uno psicologo e un architetto. Il testo riprende e ripropone in architettura un tema chiave spesso elaborato da Hillman, l’anima, a lungo trascurata da un’interpretazione troppo rigida e deterministica. Pone il problema per i luoghi, che quando hanno un’anima implicano coinvolgimento. Ne deriva un’idea di architettura lontana dallo ‘stile internazionale’ – che è indifferente all’identità, alle specificità locali – e che, invece, vuole rispettare e valorizzare le caratteristiche dei luoghi.

E’ invitato alla giornata di studio “Paesaggi dell’anima tra cattedrali di roccia, Metamorfosi dell’immagine della Costa di Amalfi fra incanto e maniera”, organizzato dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana in collaborazione con il Comune di Amalfi e la Comunità Montana “Penisola Amalfitana”. Interviene col tema La Costa: luogo dell’anima.

Al workshop organizzato dalla Facoltà di Architettura di Roma, tiene la lezione Piega su piega: la funzione e la forma.

2005

Conduce la ricerca I luoghi dell’anima, all’interno della quale – per portare interesse sul visivo, sulla sensibilità, sul cogliere i significati dell’architettura – si rifà al regista Wim Wenders, approfondendo il rapporto con i luoghi in cui sono incentrate le sue opere.

Tiene un dialogo con Wenders in un incontro organizzato da Benedetto Gravagnuolo per la Facoltà di Architettura, presso l’Ateneo Federico II di Napoli.

È eletto Direttore del Dipartimento di Analisi, Rappresentazione e Progetto nelle Aree del Mediterraneo (ARP).

E’ nominato Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Catania.

E’ invitato ad elaborare linee guida per la tutela e la valorizzazione delle coste dall’area marina protetta di Villasimius (Cagliari). Stipula una convenzione, ne è responsabile scientifico e predispone le condizioni di base per la congruità degli interventi architettonici e le regole da seguire per la tutela e la valorizzazione del paesaggio.

2006

Pubblica la voce Ambiente per l’Enciclopedia filosofica, Bompiani editore.

Opera una revisione della nozione di luogo per pervenire non al luogo astratto della memoria, delle suggestioni, ma a quello che scaturisce dagli interventi dell’uomo, dalla cura manutentiva, dal costruire. Mette in evidenza i significati espressi dalle forme, l’identità dei luoghi, caratterizzati da come sono fatti. Un luogo, quindi, è strettamente legato alla prassi dell’edificare e alle sue implicazioni formali.

È invitato a tenere una lectio per l’inaugurazione del corso di perfezionamento “Responsabili di Progetti di Monitoraggio Ambientale delle Grandi Opere” organizzato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Firenze. La lectio è Nell’ambiente. Verso una politica della bellezza.

E’ invitato a coordinare la Convenzione per la progettazione e realizzazione di un video documentario scientifico per la rappresentazione delle forme del paesaggio marino e costiero dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara (Ca).

Organizza e coordina un incontro con Wim Wenders alle Latomie dei Cappuccini di Siracusa sul tema I luoghi dell’anima.

È invitato al 4° seminario Internacional de projecto organizzato dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Lisbona, dove tiene una relazione sul tema “La ferita e i luoghi”.

Partecipa al progetto di Recupero delle Latomie dei Cappuccini a Siracusa, selezionato per il Catalogo della Biennale di Architettura di Venezia.

È responsabile del Progetto di Ricerca di Ateneo – quota 60% – L’atlante dei luoghi. Registra architetture e luoghi in cui si riscontra interesse turistico e coinvolgimento sociale, col riscontro di condizioni e caratteristiche da recuperare.

È invitato alla manifestazione Luci a Siracusa dove tiene la relazione “La Luce e la Città”.

2007

I risultati della ricerca e degli incontri e dei dialoghi con Wim Wenders danno esito alla pubblicazione Nei luoghi dell’anima, Edizioni della Meridiana, Firenze.

Dopo L’anima dei luoghi, cioè dopo aver colto l’anima con James Hillman, mette in evidenza il ‘saper vedere’ – sollecitazione trasmessa da Bruno Zevi – i luoghi con un regista, Wim Wenders, che possiede una straordinaria capacità di ‘vedere’ e che non fornisce soltanto una chiave di lettura attraverso i luoghi che formano il paesaggio delle sue opere, ma un confronto per i luoghi che formano il paesaggio degli uomini da sempre. Luoghi che l’uomo porta da sempre dentro di sé, I luoghi dell’anima – spazi, città, case, stanze, alberghi, caravan, strade. Luoghi familiari intrisi di gioia e luoghi distrutti, dimenticati, disseminati di ferite, talvolta di rovine, osservati, raggiunti, scoperti e vissuti in viaggio – paesaggi senza confini dell’andare. Luoghi dell’intimità, riproposti e condivisi (Aspetti messi in evidenza da Annalisa di Domenico con “Wim Wenders: l’architettura, il cinema e i luoghi”, in Cultura e libri).

2008

Viene nominato Presidente del Polo didattico-scientifico di Siracusa.

Riceve la nomina di direttore della Rivista di Architettura Voyantes.

Pubblica per la rivista Voyantes l’editoriale e “Elementi di arredo urbano”.

Organizza e coordina il seminario L’anima nei luoghi. Il corpo nello spazio. Invita James Hillman a tenere una lectio, per riprendere temi precedentemente affrontati e perseguire risvolti operativi, in modo da conservare e valorizzare l’identità dei luoghi – riferita ai significati e alle caratteristiche delle forme architettoniche, motivo per il quale dall’anima, tema primario, si passa al corpo.

È responsabile de Progetto di Ricerca di Ateneo – quota 60% – La costruzione della forma. Con la ricerca in atto assume e propone ‘casi di studio’ in cui le tecniche e i processi costruttivi accentuano i significati trasmessi dalle forme.

Dall’Ateneo di Catania Gli viene commissionata la progettazione e l’arredo del Teatro di Ateneo.

2009

È invitato a Correggio (RE) per il convegno Città voglio, dove tiene la relazione “Ritratto d’ambiente”. Un evento in cui è piacevolmente sperimentata e verificata l’integrazione tra ricerca, politica e coinvolgimento sociale, al fine di perseguire il benessere ambientale.

Viene pubblicato il secondo numero della rivista Voyantes, del dipartimento ARP della Facoltà di Architettura di Siracusa, partecipa con l’articolo “L’archetipo costruttivo“.

2010

A seguito di una sua proposta, al regista Wim Wenders viene conferita la laurea honoris causa dalla Facoltà di Architettura, in occasione del decennale della sua istituzione.

In occasione della laurea a Wim Wenders, per evidenziarne le motivazioni collegate ai significati visivi dell’architettura e per il coinvolgimento sociale, organizza e coordina il convegno In difesa del paesaggio.

Viene eletto Preside della Facoltà di Architettura di Siracusa.

2011

Riceve la nomina di responsabile regionale, per la Sicilia, della rivista Pen Club Italia.

E’ responsabile scientifico della convenzione stipulata col comune di Floridia (Sr) per la realizzazione del parco urbano. Il Comune di Floridia (SR), visto l’interesse e l’attività di studio e ricerca condotta sulla preservazione e valorizzazione paesaggistica, gli affida il progetto del parco urbano – convenzione con la Facoltà di Architettura – per il recupero, la riqualificazione, la trasformazione e la valorizzazione del paesaggio. Un’attività svolta per l’ottimizzazione del luogo di culto di alto valore storico-culturale, la “Chiesa Madonna delle Grazie e del Giardinello”.

Presiede la commissione del concorso ‘International Meeting University Festival of Art, Science & Technology’, organizzato dalla Facoltà di Architettura di Siracusa col patrocinio del Consorzio Universitario Archimede.

Pubblica In difesa del paesaggio. Per una politica della bellezza, Milano, Mondadori Electa – un saggio sull’ambiente.

Promuovere la difesa del paesaggio significa perseguire una politica della bellezza, orientata al recupero e al consolidamento dell’identità dei luoghi, individuandone gli archetipi da rivendicare e valorizzare. La componente estetica ha una rilevanza fondamentale per rinnovare le relazioni tra il sistema ambientale e i segni dell’esistente, per integrare e accreditare le proposte progettuali. L’obiettivo è riportare la bellezza alla sfera operativa. Per questo viene proposto un codice di orientamento per la salvaguardia dell’ambiente, perché la sensibilità verso l’architettura diventi una modalità operativa perché sia adeguatamente integrata nel paesaggio, corrisponda ad esigenze territoriali e non si omologhi allo stile internazionale. Il retaggio della storia, le indicazioni e i segni trasmessi dalla sua stratificazione, deve trovare riscontro nelle forme inserite nel paesaggio e formare il bello.

Pubblica il secondo romanzo – In concerto, SE, Milano.

Tra i clandestini che sbarcano sulle coste della Sicilia, in cerca di asilo e di rifugio, approdano a Siracusa una donna, Kristina, e sua figlia, Yuli. Sono ospitate in un Centro di accoglienza – un peschereccio carico di altri profughi -, Prima porta, dove svolge lavoro di volontariato Paolo, un artista che, colpito dallo sguardo e dalla figura della donna, le porta con sé. È l’inizio di un viaggio nell’isola e nella memoria. La presenza di Kristina lo aiuta a superare il dolore per Lisa, un amore troncato drammaticamente. Anche Kristina, però, è condizionata dal dolore, è fuggita da Beslan, dove c’è stato un eccidio in cui ha perso un figlio. Per questo chiede a Paolo di accompagnarla a Beslan e fare memoria con un concerto, coinvolgendo gli amici Riccardo, architetto, e Pier, musicista. Lo fanno, ma sopraffatta dal ritorno, Kristina non vuole più abbandonare il suo mondo. Tutto tra loro sembra finito, invece col tempo entrambi comprendono che la vita non ha senso senza l’altro. Paolo sperimenta che, non solo in arte ma anche nella vita, il punto di fuga è un punto di convergenza. Da quel momento, il loro cammino si incrocia di nuovo. Si cercano, si ritrovano e decidono di essere realmente in concerto, anima e corpo, e inoltrarsi verso il futuro.

2012

Pubblica la riedizione di Tra costruzione e progetto, Classico e moderno come scenario del costruire, Liguori, Napoli.

Il rapporto fra classico e moderno mira all’integrazione dell’architettura nel contesto in cui è inserita. Il rapporto fra costruzione e ideazione mira a proporre l’ascendenza classica del moderno. La ricerca dei valori di questi due ambiti, effettuata attraverso l’analisi delle opere di architetti assunti come modelli esemplari, comporta la formulazione di uno scenario in cui l’attuale non prescinda dalla stratificazione storica.

Pubblica la seconda edizione di Continuità e mutamento. Il tempo nell’innovazione delle tecniche e nell’evoluzione dell’architettura, FrancoAngeli, Milano.

Nonostante profonde trasformazioni, i contenuti tematici dell’architettura cambiano poco e molto lentamente. Individuarne gli antecedenti, per proporne successivi sviluppi, pone in evidenza la permanenza tematica, l’innovazione tecnica e l’evoluzione dell’architettura. Dal momento che il succedersi dei mutamenti delinea la trama dell’evoluzione, il tempo si pone come fattore che traccia ciò che avviene, ciò che permane e ciò che muta. Si delinea, in tal modo, un quadro di riferimento dell’attualità, che amplia la sua dimensione temporale. L’individuazione del grund – il fondamento

consente di cogliere i rinnovamenti profondi, che caratterizzano l’ideazione e la realizzazione, nella loro imprescindibile coesione. L’architettura è intesa come riappropriazione progressiva e attualizzata di archetipi, strutture permanenti delle forme. In questa logica, l’analogia diventa uno strumento della conoscenza che, attraverso il confronto, offre l’occasione di approfondire le relazioni fra architetture dislocate nel tempo: cercarne il senso equivale a portare alla luce il concatenamento che le unisce e perseguire esiti fondati. La loro successione mette in relazione di reciproca dipendenza continuità e mutamento. La continuità, rivolta al passato, è aperta al futuro: una vera soluzione, al di là di essere compimento momentaneo di una formazione, diventa possibilità di ulteriori trasformazioni.

L’obiettivo è quello di stabilire una nuova armonia tra cultura umanistica e pensiero scientifico: emerge dal passato, vigila sul presente e tende ad indirizzare il futuro. Consolida l’integrazione con la cultura materiale: il tempo della memoria, della storia e della scienza convergono nel tempo dell’architettura, il cui linguaggio esprime, attraverso i mezzi tecnici, processi di legittimazione delle motivazioni, su cui si fonda l’arte del costruire.

Pubblica la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del libro con Wim Wenders, Vedere i luoghi dell’anima con Wim Wenders. In occasione del conferimento al regista della laurea honoris causa in architettura, da parte dell’Ateneo di Catania, c’è un nuovo incontro, il riporto delle motivazioni e la registrazione del dialogo.

Dopo L’anima dei luoghi, il libro nato dall’incontro con James Hillman, a Wim Wenders, propone un viaggio attraverso i luoghi dell’anima. Luoghi che l’uomo porta da sempre dentro di sé. Questo viaggio nasce dalla necessità di vedere i luoghi con un artista capace di coglierne e comunicarne la bellezza, percepirne il senso, fare dell’occhio l’avvio delle percezioni. Wim Wenders offre, attraverso la sua filmografia, immagini di luoghi che mettono in evidenza il valore dell’architettura e la sua integrazione nel paesaggio. Le sue locations investono la sensibilità ambientale, propedeutica alla realizzazione dell’architettura.

Al pari di Le città invisibili di Italo Calvino, le città visibili di Wenders rappresentano veri e propri cult-test. La luminosa evidenza delle sue immagini aiuta a saper vedere, condizione propedeutica del saper fare. Un viaggio necessario. Un’esplorazione visiva, che ingloba e trasmette significati.

È Coordinatore Nazionale dell’approvato progetto PRIN La difesa del paesaggio tra conservazione e trasformazione. Economia della bellezza per uno sviluppo sostenibile. La conservazione, valorizzazione, gestione, riformulazione del paesaggio diventano elementi fondamentali per lo sviluppo locale e delle potenzialità esistenti sui territori in termini di capitale naturale, economico, culturale, umano e sociale.

La ricerca porta attenzione su strategie di conservazione e gestione finalizzate a raggiungere un equilibrio tra sviluppo e qualità della vita. Una politica per la bellezza del paesaggio, fondamentale per il recupero dell’identità dei luoghi, al fine di potenziarne la capacità di attrazione, investimenti, attività, flusso turistico.

La ricerca perverrà alla definizione di un modello di valorizzazione e alla codificazione di parametri per la valutazione e l’approvazione di progetti in relazione alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi .

Per In concerto riceve il premio Arno a Reggio Emilia.

Per In difesa del paesaggio. Per una politica della bellezza ha ricevuto una ‘segnalazione di merito’ al Premio Nazionale Arti Letterarie Città di Torino nel 2012.

2013

Pubblica la seconda edizione del romanzo Il treno nella stanza, SE, Milano. Per il quale Michele Prisco aveva messo in evidenza che “poche volte il titolo di un romanzo riesce a rendere con tanta efficacia l’intrinseca conflittualità delle tematiche che vi si dipanano”.

Percorso e attesa, blocco e fuga, piani opposti e inconciliabili, ma ugualmente coesistenti e contemporanei, che caratterizzano la vita del protagonista, ma vanno allargati alle condizioni della vita umana. Per Prisco “l’autore, in questo testo dotato di acuta sensibilità e di particolare spessore psicologico, riattraversa con la tecnica del flash-back il suo cammino, la sua formazione, rivedendo quelle che sono state le coordinate più incisive del proprio essere, sempre alla ricerca di una risposta che sfugge, ma che, proprio perché è inafferrabile, diventa tanto più incalzante. Il treno, quindi, come fluire rapido del tempo a cui il protagonista vuole dare un senso, un significato, una collocazione scandita.

Una ricchezza di linguaggio e una conoscenza psicologica oltremodo attenta: la solitudine, intesa come malattia pressoché ineluttabile, viene espressa con magistrale esperienza, così come il senso di provvisorietà che ha sempre affascinato il protagonista, attratto da incontri occasionali, partenze: il passaggio dei treni sollecita in lui la fantasia, perché immaginando tante vite e tante destinazioni, tanti arrivi che si incrociano sui binari, riesce ad immedesimarsi in altrettanti destini che movimentano e rivitalizzano il suo universo.

Un romanzo di sicura e indiscussa qualità, che esprime appieno, con un linguaggio raffinato e ricco di immagini, il tormento esistenziale dell’uomo contemporaneo, dimidiato tra insicurezze e precarietà, spesso incerto sul dove andare, a volte quasi sul punto di perdere il filo del proprio destino”.

Coordina il master universitario di secondo livello Integrazione dell’architettura nel paesaggio, promosso dall’Ateneo di Catania con la collaborazione del Consorzio Universitario Archimede di Siracusa.

Per In concerto riceve un ‘diploma di elogio’ al RALFI di Licata.

Per Vedere i luoghi dell’anima con Wim Wenders riceve una ‘menzione d’onore’ al Premio Nazionale Arti Letterarie Città di Torino e una ‘segnalazione di merito’ al RALFI di Licata.

2014

Pubblica il romanzo Ruga. Sentieri nell’arte e nell’amore, SE, Milano.

Il protagonista, Renzo, è un ginecologo si occupa di segni del corpo che palesano problemi interiori. Per concentrarsi su alcune sue difficoltà personali, decide di concedersi un periodo di meditazione, va a Stromboli, attratto dalla costa e dal vulcano, dove spesso va a passeggiare e meditare. Un giorno, affascinato da una splendida donna che vede correre, si distrae e precipita dalla sciara del fuoco. Un pescatore, richiamato dall’enorme nuvola di polvere di lava, si avvicina, lo salva e lo porta alla guardia medica, dove viene accolto e curato. Una notte, attratto dalla luce di una finestra poco lontana, dal buio della stanza si sofferma sul quadro portato ai suoi occhi: una donna passa la notte con un uomo. Ne riceve una carica vitale. Guarisce, esce e, lungo la strada, vede manifesti di una mostra fotografica, le rughe della terra, che riportano l’immagine di un’opera e il ritratto dell’autrice. Scopre che è la donna l’ha colpito alla finestra per le sue forme e per quanto faceva. Torna a casa, si concede un periodo di convalescenza, decide di scrivere un saggio sul sanare le ferite. Un po’ di tempo dopo viene invitato ad un convegno a Santiago, dove c’è una mostra fotografica, rughe sulla terra. Scopre che la fotografa è la donna che l’aveva colpito alla finestra. Tra loro nasce un’intesa, che si consolida durante il viaggio che decidono di fare insieme. Sempre più uniti nel cammino, decidono di scegliere il luogo in cui vivere. Vanno a Noto, dove Renzo prende anche un’altra decisione, passare dal mondo della scienza a quello dell’arte, dedicarsi alla scultura. Attraversando Val di Noto, associano il cammino di San Corrado a quello di Santiago. Poi decidono di vivere là e di farsi una casa, prendendo spunto da tutto ciò che li ha colpiti. Il sognato viene trasferito nel vissuto, il desiderato nel realizzato

ATTIVITÀ DIDATTICA E SCIENTIFICA​

  • Carlo Truppi si laurea in architettura nel gennaio del 1976.
  • Diventa ricercatore nel 1984, per il raggruppamento disciplinare n.139- Tecnologia dell’architettura, presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.
  • Nell’anno accademico 1990/91 il Consiglio di Facoltà gli affida il corso di Tecnologia dell’architettura I.
  • Nel 1991 supera il concorso per professore associato di Tecnologia dell’architettura, nel 1992 è titolare del Laboratorio di Costruzione dell’Architettura.
  • Nel 1994 è coordinatore dell’Unità di Napoli nella ricerca MURST 40% Metodi e tecniche per il progetto e la produzione del componente edilizio industriale (responsabile nazionale è Guido Nardi), alla quale partecipano le sedi di Napoli, Milano, Torino, Venezia.
  • Nel 1995 è nominato membro del Collegio docenti del Dottorato di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura con sede in Napoli.
  • Nel 1998 realizza un protocollo d’intesa tra l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la Facoltà di Architettura di Siracusa per l’istituzione di una Scuola di Alta Formazione sulle “Tecnologie di intervento per il recupero edilizio ed urbano”, di cui è direttore. In tale ruolo organizza numerosi convegni e seminari, invitando personalità di notevole rilevanza culturale. É da menzionare in particolare il convegno ‘L’anima dei luoghi’, che vede, tra altri, la presenza di James Hillman e che dà l’avvio ad un dialogo pubblicato nel 2004 dalla casa editrice Rizzoli col titolo L’anima dei luoghi.
  • Nel 1999 supera il concorso di professore ordinario di Tecnologia dell’Architettura – bandito dalla Facoltà di Architettura di Napoli – ed è chiamato in tale ruolo dalla Facoltà di Architettura di Catania con sede in Siracusa.
    Fonda e dirige, per la casa editrice Liguori, la collana Tecnologia e progetto di architettura. Il Consiglio di Facoltà lo nomina responsabile del Laboratorio di Informatica e responsabile dei rapporti internazionali per la mobilità degli studenti e dei docenti.
  • Nel 2000 fonda e dirige, per la casa editrice Guida, la collana ‘Didattica e Progetto’.
  • Nel 2001 promuove la partecipazione della Facoltà di Siracusa al Dottorato di Ricerca “Tecnologia e Progetto per la Qualità Ambientale a scala Edilizia ed Urbana” della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Entra, quindi, a far parte del collegio dei docenti di questo Dottorato, dove tiene il corso di Progetto della costruzione.
  • Nel 2002 è eletto ad unanimità Presidente del corso di laurea.
  • Nel 2003 coordina il seminario “Tra mare e città” che vede, tra gli altri, la presenza di Kengo Kuma (per la prima volta presso un’Università italiana). Organizza la mostra didattica “Sette stanze tra progetto e costruzione” che si tiene a Palazzo Impellizzeri dal 7 aprile al 16 maggio.
    É invitato dalle Facoltà di Architettura di Porto e di Valladolid a tenere conferenze sul rapporto tra tecnologia e progetto.
  • Nel 2004 è rieletto Presidente del corso di laurea. Tiene il corso di Disegno industriale presso la Facoltà di Architettura ‘Valle Giulia’ dell’Università La Sapienza di Roma.
  • Nel 2005 è invitato dalla casa editrice Bompiani a redigere la voce ‘Ambiente’ per l’Enciclopedia della Filosofia.
    Il 29 settembre è eletto Direttore del Dipartimento ARP della Facoltà di Architettura di Siracusa. É Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Catania.
  • Nel 2006, il suo progetto per il Recupero delle Latomie dei Cappuccini a Siracusa è selezionato per il Catalogo della Biennale di Architettura di Venezia.
  • Nel 2007 pubblica neI luoghi dell’anima – a conclusione di una ricerca sui luoghi nella quale coinvolge Wim Wenders. É chiamato a dirigere la collana ‘Luoghi’ per le Edizioni della Meridiana.
  • Nel 2008 viene nominato Presidente del Polo didattico-scientificodi Siracusa. Nominato direttore della Rivista di Architettura Voyantes, coordina il seminario a Siracusa ‘L’anima nei luoghi. Il corpo nello spazio’. Invitando lo psicologo americano James Hillman.
  • Nel 2009 è invitato a Correggio (RE) in occasione del convegno ‘Città voglio’, durante il quale partecipa con un intervento dal titolo ‘Ritratto d’ambiente’. Viene pubblicato il secondo numero della rivista Voyantes. É responsabile scientifico della convenzione stipulata col comune di Pozzallo (RG) di studio di fattibilità per un intervento turistico-alberghiero e la riqualificazione del lungomare Raganzino.
  • Nel 2010, a seguito di una sua proposta, è conferita al regista tedesco Wim Wenders la laurea honoris causa dalla Facoltà di Architettura, in occasione del decennale della sua istituzione.
    Coordina il seminario ‘In difesa del paesaggio’ con Wim Wenders.
    Viene eletto Preside della Facoltà di Architettura di Catania con sede a Siracusa.
  • Nel 2011 è nominato responsabile regionale per la Sicilia di Pen Club Italia. É responsabile scientifico della convenzione stipulata col comune di Floridia (SR) per la realizzazione di un parco urbano. Presiede la commissione del concorso ‘International Meeting University Festival of Art, Science & Technology’, organizzato dalla Facoltà di architettura di Siracusa col patrocinio oneroso del Consorzio Universitario Archimede.
    Pubblica un saggio sull’ambiente – In difesa del paesaggio. Per una politica della bellezza, Milano, Mondadori Electa.
    Pubblica il secondo romanzo – In concerto, SE, Milano.
  • Nel 2012 pubblica la riedizione di Tra costruzione e progetto, Classico e moderno come scenario del costruire, Liguori, Napoli e la seconda edizione di Continuità e mutamento. Il tempo nell’innovazione delle tecniche e nell’evoluzione dell’architettura, Franco Angeli, Milano.
    Pubblica la seconda edizione ampliata e aggiornata di Vedere i luoghi dell’anima con Wim Wenders, Mondadori Electa, Milano.
  • Nel 2013 pubblica la seconda edizione del romanzo Il treno nella stanza, Se, Milano.
    Coordina il master universitario di secondo livello in Integrazione dell’architettura nel paesaggio, promosso dall’Ateneo di Catania con la collaborazione del Consorzio Universitario Archimede di Siracusa.

CONVENZIONI

  • Consulente Scientifico per un progetto di riuso edilizio dello Stabilimento Enologico Rudinì. Convenzione con il Comune di Pachino (SR);
  • Responsabile Scientifico nell’ambito della Convenzione per la progettazione e realizzazione di uno studio di documentazione e di supporti video a contenuto scientifico della rappresentazione delle forme del paesaggio marino e costiero dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara a Villasimius (Ca).
  • Realizzazione di un CD multimediale dal titolo “Linee guida per la tutela del paesaggio e dell’ambiente”. Dipartimento ARP – Università di Catania
  • Responsabile Scientifico per studio di fattibilità per un intervento turistico-alberghiero. Convenzione con il Comune di Pozzallo (RG) con un parcheggio in viale Europa e la riqualificazione del lungomare Raganzino;
  • Responsabile scientifico. Convenzione per la realizzazione di una parte del parco urbano nel comune di Floridia (Sr).

PARTECIPAZIONI A CONCORSI DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

  • “Sistemazione della zona di Mergellina”, Napoli, 1978.
  • “II sole e l’habitat”, (cfr .Il sole e l’habitat Edizioni Kappa, Roma, 1981, p. 367);
  • “First european passive solar competition “1980”;
  • “Percorso pedonale meccanizzato e terminal a Fermo”, 6° classificato (cfr. L’architetto, nn.23-24,1987, p. 31);
  • “Centro polifunzionale” a Morciano di Romagna, 1996.
  • “Proposte ed idee per l’arredo e la fruizione di passeggio Talete” indetto dal Comune di Siracusa, 1° classificato, 2001 (cfr.: Il Giornale di Sicilia, “Passeggio Talete, dominato dalla vela, 22 marzo 2002”; La Sicilia, “Si fa il veliero alla deriva”, 25 maggio 2002; La Sicilia, “Il parcheggio diventa un veliero”, 28 maggio 2002).
  • Elementi di arredo urbano, bandito dalla Neri Award, 2003.
  • “Laboratorio di città. Centro polifunzionale”, Misterbianco (Catania), 2° classificato, 2003.

SELEZIONE DELL'ATTIVITÀ PROFESSIONALE

  • Piano di zona, Airola (BN), 1978
  • Piano Regolatore Generale, Ceppaloni (BN), 1979
  • Piano di Recupero, Montesarchio (BN), 1982
  • Mercato coperto, Airola (BN), 1982-83
  • Attrezzature sportive Morigerati (SA), 1982-83
  • Piano di Intervento e di Recupero Post-terremoto, Regione Campania, 1983
  • Piano di Recupero, Misterbianco (CT), 2003
  • Ampliamento e coperture tribune Stadio Modica (RG), 2005
  • Ampliamento e arredo Passeggio Talete, Siracusa, 2005
  • PUC, Villasimius (CA), 2007
  • Riqualificazione estetica Area Marina Protetta, Capo Carbonara (CA), 2007
  • Casa Baldassarre, Airola (BN)
  • Casa Fucci, Airola (BN)
  • Casa Pascarella, Airola (BN)
  • Casa Pugliese, Airola (BN)
  • Casa Del Tufo, Aiola (BN)
  • Casa Avena, Benevento
  • Casa Barone, Ceppaloni (BN)
  • Cappella funeraria Falzarano, Airola (BN)
  • Cappella funeraria Del Tufo, Airola (BN)
  • Casa Schettini, Arpaia (BN)
  • Casa Del Sordo, Airola (BN)
  • Casa Ruggiero, Airola (BN)
  • Casa Matrone, Genova
  • Casa Finelli, Borlasca (GE)
  • Casa Breschi, Genova
  • Casa Maglione, Genova
  • Casa Romeres, Napoli
  • Casa Laudaddio, Napoli
  • Casa De Sanctis, Napoli
  • Casa Quaranta, Napoli
  • Casa Finelli, Napoli
  • Casa Cantone, Caserta
  • Casa Sanna – Villasimius (CA)
  • Casa G&G – SR
  • Casa Vallefuoco – BN

SCRITTI PUBBLICATI

Testi individuali

  • Carlo Truppi, Tecnologie bioclimatiche per il controllo dell’habitat. Quattro metodi di analisi solare, Edizione della Libreria, Napoli, 1980;
  • Carlo Truppi, Dall’apertura senza vetri all’infisso-facciata, Fiorentino, Napoli,1984;
  • Carlo Truppi, Tra costruzione e progetto. Classico e moderno come scenario del costruire, Angeli, Milano,1991.
  • Rosalba La Creta e Carlo Truppi, a cura di, L’architetto tra tecnologia e progetto, Angeli, Milano, 1994.
  • Carlo Truppi, Continuità e mutamento. Il tempo nella innovazione delle tecniche e nella evoluzione dell’architettura, Angeli, Milano, 1994.
  • Carlo Truppi, a cura di, La città del progetto. Trasferimento di tecnologie e convergenze multidisciplinari, Liguori, Napoli,1999.
  • Carlo Truppi, Il treno nella stanza, Guida, Napoli, 2001.
  • James Hillman e Carlo Truppi, L’anima dei luoghi, Rizzoli, Milano, 2004.
  • Carlo Truppi, neI luoghi dell’anima con Wim Wenders, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2007.
  • Carlo Truppi, In concerto, SE, Milano, 2011.
  • Carlo Truppi, In difesa del paesaggio. Per una politica della bellezza, Mondadori Electa, Milano, 2011.
  • Carlo Truppi, Tra costruzione e progetto. Classico e moderno come scenario del costruire, Liguori, Napoli, 2012 (Seconda edizione).
  • Carlo Truppi, Continuità e mutamento. Il tempo nell’innovazione delle tecniche e nell’evoluzione dell’architettura, Franco Angeli, Milano, 2012.
  • Carlo Truppi, Vedere i luoghi dell’anima con Wim Wenders, Mondadori Electa, Milano, 2012 (seconda edizione ampliata e aggiornata).
  • Carlo Truppi, Il treno nella stanza, SE, Milano, 2013 (seconda edizione).
  • Carlo Truppi, Ruga. Sentieri nell’arte e nell’amore, SE, Milano, 2013 (seconda edizione).

In Opere Collettive:

  • Carlo Truppi, Vocabolario essenziale per un approccio interdisciplinare all’elioarchitettura, in AA.VV., “Elioarchitettura” / Ist. TdA, Facoltà di Architettura, Napoli, 1979;
  • Carlo Truppi, Tecnologie innovative e/o adattive d’intervento, in M. Cennamo, “La città obliqua”, Fiorentino, Napoli, 1984;
  • Carlo Truppi, Tecnologia dell’architettura e contesto. Il messaggio della forma architettonica dalla aliquota funzionale alla accezione di luogo, in Atti del convegno “La qualità architettonica dello spazio costruito”, Cuen, Napoli, 1987;
  • Carlo Truppi, Per una opzione. Nuclei problematici, in M.Cennamo, “Innovazione tecnologica e movimento moderno. Esperienze didattiche”, Fiorentino, Napoli, 1988;
  • Carlo Truppi, Un frammento di città ideale fra umanesimo e tecnologia, in V. Leggieri, a cura di, ” Alla ricerca di Le Corbusier”, Cuen, Napoli, 1989;
  • Carlo Truppi (con R. La Creta e M. Losasso), Il recupero di Montecalvario: gli aspetti tecnologici, in Salvatore Bisogni (a cura di) “Napoli: Montecalvario questione aperta. Teorie, analisi e progetti”, Clean, Napoli, 1994;
  • Carlo Truppi, L’efficacia dell’architettura leggera, in A. Capasso, a cura di, ” Architettura e leggerezza ” , Maggioli, Rimini, 1999;
  • Carlo Truppi, Sei moniti per la formazione, in AAVV, Atti del Convegno “La formazione dell’architetto in Europa”, Guida, Napoli, 2000.
  • Carlo Truppi, La Scuola di Alta formazione a Siracusa, in G. Caterina ( a cura di), “Tecnologie di intervento per il recupero di Ortigia”, Liguori, Napoli, 2003.
  • Carlo Truppi, voce Ambiente, in AAVV, “Enciclopedia della Filosofia”, Bompiani, Milano, 2005.
  • Carlo Truppi, Piattaforma marina a scopo turistico, in A. Passaro, “Attrezzature temporanee ecocompatibili per il turismo nelle aree costiere”, Luciano, Napoli, 2005.
  • Carlo Truppi, Piattaforma marina, in C. Forlani, Università degli studi di Pescara, Facoltà di Architettura, Pescara, 2005.
  • Carlo Truppi, “Abitare la profondità” in V. Fiore, “Il Verde e La Roccia. Sul recupero della Latomia dei Cappuccini in Siracusa”, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2009.
  • Carlo Truppi, “L’opera di Nanhum Tevet. Immagine Neoplastica decostruita con leggerezza” in C. Gioia (a cura di)“Nanhum Tevet”, Volume! Edizioni, Roma, 2009.
  • Carlo Truppi, I luoghi dell’Anima, in Wim Wenders ‘Palermo Shooting’ Book+dvd, Feltrinelli, Milano, 2009.
  • Carlo Truppi, “Ritratto d’ambiente. Sindrome e linee” in AA.VV, Atti del convegno “Città voglio”, Correggio, 2009.
  • Carlo Truppi, Prefazione, in F. Cantone, S. La Delfa, L’architettura del cantiere. Caratteri e strategie per la gestione degli interventi sul costruito, Gangemi Editore, Roma, 2011.
    Articoli
  • “Uso tecnologico della luce naturale come evoluzione del linguaggio architettonico”, Costruire, n. 114,1979, pp. 1-8.
  • “Il percorso di una poetica. Gunter Behnish», Notiziario, Dipartimento di Progettazione Urbana”, Università degli Studi di Napoli, n.0, apr.1992.
  • “Tra costruzione e progetto. Classico e moderno come scenario del costruire” , Bollettino, Dipartimento di Progettazione urbana, Università degli Studi Federico II, Napoli, n.0, gen.1993.
  • “Architettura Tecnologia Progetto”, Bollettino, Dipartimento di Progettazione urbana» , Università degli Studi Federico II, Napoli, n.1, gen.1994.
  • “Continuità e mutamento”, Bollettino, Dipartimento di Progettazione urbana, Università degli Studi Federico II, Napoli, n.2, lug. 1994.
  • “Tecnologie di trasferimento e metodologie di progetto”, Bollettino, Dipartimento di progettazione urbana, Università degli Studi Federico II, Napoli, n.3,lug.1995.
  • “L’architetto tra tecnologia e progetto. Una conversazione tra Rosalba La Creta e Carlo Truppi”, Bollettino, Dipartimento di progettazione urbana, Università degli Studi Federico II, Napoli, n.3,lug.1995.
  • “Tecnologie di trasferimento e metodologie di progetto”, Bollettino, Dipartimento di progettazione urbana, Università degli Studi Federico II, Napoli, n.5, ott. 1997.
  • Carlo Truppi, “Noi, orfani di Afrodite”, Il Mattino, Napoli, 16 sett. 2007.
  • Carlo Truppi, “L’anima dell’architettura”, Il Mattino, Napoli,
  • Carlo Truppi, “Elementi di arredo urbano”, Voyantes, Dipartimento Arp, Università degli Studi di Catania, n.1, anno 1, 2008.
  • Carlo Truppi, “L’archetipo costruttivo. Lo schizzo euristico”, Voyantes, Dipartimento Arp, Università degli Studi di Catania, n.1, anno 2, 2009.

CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE

  • Convegno “La qualità architettonica dello spazio costruito”, Facoltà di Ingegneria, Napoli, ottobre 1987;
  • Seminario “Le Corbusier e la città consolidata”, Dipartimento di Progettazione Urbana, Napoli, dicembre 1987;
  • Seminario “Il recupero del quartiere di Montecalvario”, CESUN, Napoli, 1989;
  • Convegno ‘Orientamenti dell’area tecnologica rispetto al nuovo ordinamento della Facoltà di architettura’, Viterbo, 1990;
  • IV conferenza nazionale dell’area tecnologica “Contenuti, prospettive disciplinari e nuovi ordinamenti universitari”, Sorrento, 1990;
  • L’architetto tra tecnologia e progetto”, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli, 1993;
  • “L’integrazione delle competenze nella costruzione dell’architettura”, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli, 1998;
  • “Le strategie esecutive e l’apporto dei costruttori”, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici il seminario, Napoli, 1998;
  • Linee strategiche per il recupero di Ortigia. Siracusa, ottobre, 1998.
  • Tecnologie di intervento per il recupero del quartiere La Graziella, Siracusa, 1998 (Cfr. G. Caterina, a cura di, “Tecnologie di intervento per il recupero di Ortigia”, Liguori, Napoli, 2003);
  • L’architetto in Europa (è responsabile della sessione ‘Didattica del progetto e ricerca’) che si conclude con una “carta” elaborata da Kenneth Frampton (Cfr. AAVV, Atti del Convegno La formazione dell’architetto in Europa, Guida, Napoli, 2000;
  • L’anima dei luoghi, Siracusa, 2001 (Cfr. James Hillman e Carlo Truppi, L’anima dei luoghi, Rizzoli, Milano, 2004);
  • “Tra mare e città” – dove presenta il lavoro di Kengo Kuma (cfr. Gianfranco Monterosso, Il Giornale di Sicilia, “Architettura, una lezione di Kuma guardando al recupero di Ortigia”, 9/04/’03), per la prima volta presso una Facoltà di Architettura in Italia, mettendo in evidenza nelle sue architetture la connessione tra le pratiche e gli esiti figurativi;
  • Seminario Internazionale “Ingegneria sismica e restauro”, Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali, Siracusa 2003;
  • Il progetto e la riqualificazione della città storica, Facoltà di Architettura di Porto, 2003;
  • Il ruolo della tecnologia nella evoluzione del linguaggio dell’architettura, Facoltà di Architettura di Valladolid, 2003;
  • “Paesaggi dell’anima tra cattedrali di roccia, Metamorfosi dell’immagine della Costa di Amalfi fra incanto e maniera”, giornata di studio organizzato dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana in collaborazione con il Comune di Amalfi e la Comunità Montana “Penisola Amalfitana” in cui interviene sul tema “La Costa: luogo dell’anima”, 18 dicembre 2004;
  • “Piega su piega: la funzione e la forma”, workshop organizzato dalla Facoltà di Architettura di Roma, 3 marzo 2004;
  • Dialogo con Wenders, Facoltà di Architettura di Napoli Federico II, 26 settembre 2005;
  • Corso di perfezionamento “Responsabili di Progetti di Monitoraggio Ambientale delle Grandi Opere” organizzato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Firenze dove ha tenuto un intervento sul tema Dell’ambiente. Verso una politica della bellezza, 20 febbraio 2006;
  • Incontro con Wim Wenders alle Latomie dei Cappuccini di Siracusa sul tema I luoghi dell’anima, 8 luglio 2006;
  • 4° seminario Internacional de projecto, Facoltà di Architettura dell’Università Tecnica di Lisbona dove ha tenuto una conferenza sul tema “La ferita e i luoghi”, 21-28 luglio 2006;
  • Convegno E-Motion dedicato alla geografia emozionale ideato e prodotto dal magazine “Aria”, dove tiene la relazione I luoghi nel cinema di Wim Wenders, 1-3 dicembre 2006;
  • Manifestazione Luci a Siracusa dove interviene sull’argomento La Luce e la Città, 11 dicembre 2006;
  • Convegno Nazionale “La cultura della manutenzione nel progetto edilizio ed urbano”, Siracusa, 2007.
  • “Genius Loci”, nel maggio 2007 a Racconigi.
  • Giornata di studio sul tema “Rotture di scatole” , 28 giugno 2007
  • Seminario “Abitare. Città costiera, identità e immagine. Progettare per costruire. Luoghi e cinema”, Siracusa, ottobre, 2007.
  • Seminario “Il corpo nello spazio” incontro con James Hillman, Siracusa, ottobre 2008.
  • Intra limitem a Pozzalo nel febbraio 2008.
  • Convegno ‘Città voglio’, a Correggio (RE), 2009.
  • Intervento “Segno e disegno urbano” al Festival del paesaggio a Caltalgirone, nell’agosto del 2010.
  • Convegno “In difesa del paesaggio” a SR con Wim Wenders,ottobre 2010.
  • Intervento al Festival del paesaggio di Catalgirone, nel 2010.
  • Intervento al Festival del paesaggio di Noto, nell’agosto del 2011.
  • Lectio magistralis L’arte del costruire tenuta a Lecce nel 2012.
  • Intervento La sensibilità richiesta dal costruire tenuto a Firenze per Psicologia urbana .

RICERCHE SVOLTE

  • “Catalogazione critica delle tipologie residenziali agricole della Campania”, ricerca CNR 1978, diretta da M. Cennamo (fornisce il contributo Tipologie residenziali a basso consumo energetico);
  • “Percorsi pedonali commerciali: analisi ambientale e tecnologica” ricerca MPI 60% 1985, diretta da A. Capasso (fornisce il contributo Sistemi di trasporto urbano);
  • “La flessibilità della forma”, ricerca MPI 60%, Dipartimento di Progettazione urbana, Università degli Studi, Napoli 1987;
  • “Quartiere di Montecalvario: metodologie e proposte di recupero”, ricerca MPI 60% 1988/89, diretta da R. La Creta (fornisce il contributo Recupero: impiantistica e prevenzione antincendio);
  • “Industrializzazione edilizia e ricostruzione a Napoli. Catalogazione dei sistemi adottati per la ricostruzione nei comparti costituiti dal Commissariato Straordinario di governo regionale”, ricerca MPI 60%, 1988/89, Dipartimento di Progettazione urbana, Università degli Studi di Napoli.
  • “Industria e innovazione tecnologica. Rinnovamento del progetto e del linguaggio come scenario della nuova architettura”. Ricerca CNR, 1989, Dipartimento di Progettazione urbana, Università degli Studi di Napoli.
  • “Architettura industriale: innovazione tecnologica e immagine”, ricerca MPI 60% 1989/90, diretta da R. La Creta (fornisce il contributo “Mezzi di produzione Produzione di significato Linguaggio”) .
  • “Riqualificazione dei tessuti urbani esistenti: le aree di bordo del centro storico di Napoli”, ricerca CNR 1989/90, diretta da R. La Creta.
  • “Tecnologie di trasferimento”, Ricerca MURST 60%, 1995.
  • Ricerca MURST 40%, 1993/5, “Metodi e tecniche per il progetto e la produzione del componente edilizio industriale”, diretta da G. Nardi (fornisce il contributo Strategie per un impiego flessibile di componenti edilizi, con una ampia documentazione allegata).
  • Ricerca MURST – Cofinanziamento 1999 – “Rischio sismico: strategie integrate per la riduzione della vulnerabilità degli insediamenti abitativi, per gli interventi di emergenza e per la ricostruzione dei centri abitati medio-piccoli colpiti da eventi sismici”, responsabile nazionale Franco Donato, coordina l’Unità di Ricerca di Siracusa.
  • Ricerca di ateneo 2001-2002, “L’anima dei luoghi”.
  • É responsabile scientifico dell’Unità di Siracusa per la ricerca – Cofinanziamento 2003 – “Il progetto di riqualificazione delle fasce costiere: procedure, metodi e strumenti per uno sviluppo sostenibile”, che vede in consorzio, oltre Siracusa, le sedi di Napoli, Pescara e Reggio Calabria.
  • Ricerca MURST – Cofinanziamento 2003 – “L’archetipo costruttivo”.
  • Ricerca MURST – “Architettura e cinema”, anno.
  • Ricerca MURST – “I luoghi dell’anima”, 2003.
  • Ricerca MURST – “L’atlante dell’indimenticabile” svolta all’interno del Dipartimento A.R.P. della Facoltà di Architettura-Università degli Studi di Catania
  • Responsabile Scientifico. – Ricerca MURST – “La costruzione della forma” svolta all’interno del Dipartimento A.R.P. della Facoltà di Architettura-Università degli Studi di Catania anno.
  • Coordinatore nazionale della Ricerca PRIN 2012, La difesa del paesaggio tra conservazione e trasformazione. Economia della bellezza per uno sviluppo sostenibile, sedi: Genova, Milano, Napoli, Napoli II, Palermo, Roma Nettuno, Siracusa.